GRAN SASSO

CENNI GEOMORFOLOGICI
Il Parco Nazionale del Gran Sasso – Laga è di recente costituzione e con i suoi 201.400 ettari che comprendono due tra i gruppi montuosi appenninici più importanti è uno dei più estesi parchi italiani.

Entro il suo perimetro si innalza la vetta del Corno Grande che con 2.912 m. sul livello del mare sovrasta le numersoe altre cime che la circondano e che, superando i 2.000 metri, danno al versante orientale del massiccio un volto decisamente dolomitico con spettacolari pareti di roccia calcarea che salgono direttamente dalle colline. Il versante occidentale presenta invece un aspetto tibetano, con altipiani estesi, forme essenziali e profondamente modellate dagli antichi ghiacciai e dall’erosione e ampie distese coperte da praterie.

In ambedue i versanti, i ripidi pendii, le creste scoscese, le guglie piramidali, i circhi glaciali, caratterizzano le alte quote dove particolarità assoluta è rappresentata dal ghiacciaio del Calderone che è contemporaneamente l’unico dell’Appennino e il più meridionale del continente europeo.
Il Gran Sasso ha una impronta decisamente alpina, con vette importanti e una miriade di percorsi d’alta quota, da dove è possibile, in giornate particolarmente limpide, scorgere il mare Adriatico fino alla costa Dalmata, il mar Tirreno e gran parte dell’Italia centrale. Ricchissimi di boschi e torrenti, di cascate e laghetti, a confine tra Abruzzo, Marche e Lazio, in uno degli angoli più segreti e nascosti d’Italia, i Monti della Laga hanno un aspetto più dolce e riposante.

Pur superando i 2.500 metri di quota con Monte Gorzano i Monti della Laga sono profondamente diversi dalle altre montagne appenniniche, soprattutto per quanto riguarda la struttura che è formata da rocce arenacee, solcate da una miriade di torrenti che si alternano a splendide abetaie, vaste faggete e rari boschi di betulla. La fauna del parco annovera il lupo, il Camoscio d’Abruzzo, il gatto selvatico, la volpe, il tasso, la puzzola, la martora, la donnola, la faina, la lontra, il riccio, lo scoiattolo, il ghiro, e tra gli uccelli l’aquila reale, il gheppio, la poiana, il picchio rosso, il gracchio corallino, il falco pellegrino, il cuculo e l’upupa.

Molto interessante è anche la flora, soprattutto quella di alta quota, con la stella alpina, la genziana maggiore, la genziana lutea, numerose varietà di orchidee e alcune specie di epoca glaciale e importanti endemismi, tra cui si può citare l’artemisia petrosa. Tutto il territorio è caratterizzato da una serie di borghi di origine medioevale, spesso perfettamente conservati nelle strutture originarie ed in parte ancora abitati, che conferiscono a questi luoghi una forte capacità di suggestione.

Il tratto caratterizzante del Gran Sasso così come della Laga è la ricchezza di memorie storiche, soprattutto riferite alla civiltà pastorale che ha caratterizzato l’economia dell’area.